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17 ottobre 2026 · Avocados AI

Licenziamento durante la malattia: il termine è sospeso, non è sempre nullo

L'articolo 336c CO protegge dopo il tempo di prova: 30, 90 o 180 giorni secondo l'anno di servizio. Una disdetta data in quel periodo è nulla. Una disdetta anteriore è sospesa. Non è il regime del licenziamento abusivo.

Un datore di lavoro non può sempre licenziare durante una malattia. A volte può. E un termine di disdetta già aperto non è per questo annullato: è sospeso. Lo dice l'articolo 336c del Codice delle obbligazioni, nel testo in vigore il 1° ottobre 2026.

Solo dopo il tempo di prova

La protezione dell'articolo 336c inizia quando il tempo di prova è finito. Durante la prova il datore di lavoro può disdire con il termine di sette giorni, anche se il lavoratore è inabile. Il motivo può comunque restare contestabile in base all'articolo 336, per esempio se è discriminatorio. Il Tribunale federale ammette che la regola sul licenziamento abusivo vale anche durante il tempo di prova (DTF 136 III 96).

Malattia e infortunio: 30, 90 o 180 giorni

L'articolo 336c capoverso 1 lettera b riguarda l'incapacità lavorativa totale o parziale dovuta a una malattia o a un infortunio non imputabile a colpa del lavoratore. Il conteggio segue l'anno di servizio, dall'inizio del contratto, e non l'anno civile.

  • 30 giorni nel primo anno di servizio
  • 90 giorni dal secondo al quinto anno di servizio
  • 180 giorni a partire dal sesto anno di servizio

I giorni di incapacità nello stesso anno di servizio si cumulano. L'anno di servizio successivo apre un nuovo conteggio. La legge copre l'incapacità totale e quella parziale. Non fissa una formula unica per contare i giorni quando l'incapacità è solo parziale: dipende dal caso.

Una malattia che continua dopo questi termini non prolunga la protezione. Il datore di lavoro può allora disdire, rispettando il termine di disdetta ordinario.

Questa protezione non dice se il salario è dovuto durante l'assenza. Il mantenimento del salario segue l'articolo 324a, un'assicurazione d'indennità giornaliera o un accordo. Sono due domande distinte.

Una disdetta data nel periodo è nulla

La disdetta notificata durante un periodo protetto è nulla (art. 336c cpv. 2, primo periodo). Il contratto continua. Il lavoratore ha interesse a scrivere senza attendere che considera la disdetta nulla e che resta a disposizione nella misura in cui la salute lo permette. Lasciar passare la fine annunciata del contratto rende la contestazione più difficile.

Questa nullità non segue la procedura del licenziamento abusivo. L'opposizione scritta e il termine di 180 giorni dell'articolo 336b riguardano l'indennità per licenziamento abusivo, non la nullità dell'articolo 336c.

Una disdetta data prima è sospesa

Se la disdetta è stata data prima della malattia e il termine non è scaduto quando inizia il periodo protetto, la disdetta non è nulla. Il termine è sospeso. Riprende a correre solo dopo la fine del periodo (art. 336c cpv. 2, secondo periodo).

Quando il contratto deve finire a una scadenza, in pratica la fine di un mese, e la fine del termine ripreso non cade su quella scadenza, il termine è prolungato fino alla scadenza successiva (art. 336c cpv. 3).

Non è un licenziamento abusivo

L'articolo 336 guarda al motivo della disdetta: un aspetto della personalità senza legame con il lavoro, l'esercizio di un diritto, una ritorsione dopo una pretesa di buona fede, l'attività sindacale, tra gli altri. Questa disdetta resta valida. Può aprire un'indennità che il giudice fissa secondo le circostanze, al massimo sei mesi di salario (art. 336a). Occorre opporsi per iscritto al più tardi alla fine del termine di disdetta, poi agire entro 180 giorni dalla fine del contratto, sotto pena di decadenza (art. 336b). Chiedere i motivi, o dire la propria sorpresa, non basta: lo scritto deve mostrare che il lavoratore contesta la disdetta.

Una disdetta può quindi essere nulla secondo l'articolo 336c, oppure valida ma abusiva secondo l'articolo 336. Le due domande possono anche susseguirsi. Se il giudice ritiene che il periodo protetto fosse già scaduto, l'indennità dell'articolo 336 suppone ancora l'opposizione scritta fatta in tempo. Confonderle fa perdere il termine giusto.

Gravidanza, servizio e congedi per i congiunti

La lettera c protegge durante la gravidanza e le sedici settimane dopo il parto. Non è il congedo di maternità dell'articolo 329f, che è un diritto a un congedo di almeno quattordici settimane dopo la nascita.

Altre lettere, nel testo del 1° ottobre 2026, riguardano congedi precisi.

  • La lettera c bis corre fino al termine del congedo di maternità prolungato quando il neonato è ospedalizzato (art. 329f cpv. 2).
  • La lettera c ter copre il congedo supplementare dell'articolo 329f capoverso 3, quando l'altro genitore muore nei sei mesi dopo la nascita. La protezione va dall'inizio di questo congedo all'ultimo giorno fruito, e al massimo tre mesi dopo la fine della protezione della lettera c.
  • La lettera c quater riguarda il congedo per l'assistenza di un figlio gravemente compromesso nella salute (art. 329i, quattordici settimane al massimo). La protezione dura finché questo diritto esiste, e al massimo sei mesi dal giorno in cui il termine quadro inizia a correre.
  • La lettera c quinquies riguarda il congedo dell'altro genitore quando la madre muore il giorno del parto o nelle quattordici settimane successive (art. 329g bis).
  • La lettera a riguarda il servizio militare, di protezione civile o civile obbligatorio. Le quattro settimane prima e dopo si aggiungono solo se questo servizio è durato più di undici giorni.
  • La lettera d riguarda il servizio di aiuto all'estero ordinato dall'autorità federale, con il consenso del datore di lavoro.

La lavoratrice ha interesse a informare il datore di lavoro della gravidanza durante il termine di disdetta. Un annuncio fatto solo dopo la fine del contratto indebolisce la possibilità di invocare la nullità.

Che cosa queste regole non decidono

Valgono per il contratto di lavoro di diritto privato. Il personale di diritto pubblico e alcuni contratti collettivi seguono un altro regime. Non dicono se un'incapacità è imputabile a colpa. Non calcolano, al posto delle parti, una serie di certificati parziali. Il contratto, la data di entrata in servizio e i certificati restano decisivi.

Domande frequenti

  • Si può licenziare un lavoratore malato in Svizzera? Sì, durante il tempo di prova, e sì una volta scaduto il periodo dell'articolo 336c. No se la disdetta è notificata durante quel periodo: allora è nulla.
  • La disdetta è nulla appena la malattia cade nel termine? No. Se è stata data prima, il termine è in linea di principio sospeso, poi riprende.
  • L'indennità di sei mesi è automatica? No. Riguarda il licenziamento abusivo dell'articolo 336, il giudice la fissa entro questo limite, e suppone l'opposizione scritta dell'articolo 336b.
  • Che cosa riunire prima di porre la domanda? La disdetta, il contratto, la data di entrata in servizio, i certificati e gli scritti già inviati.

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Fonti

Codice delle obbligazioni, articoli 324a, 329f, 329g bis, 329i, 336, 336a, 336b e 336c, testo in vigore il 1° ottobre 2026, verificato su Fedlex il 17 ottobre 2026. Fa fede solo la pubblicazione ufficiale.

Questo testo è un orientamento generale. Non sostituisce l'esame di un caso da parte di un avvocato.

Licenziamento durante la malattia in Svizzera: articolo 336c CO